Certificato di origine

Conflitto Russia Ucraina

Il panorama delle sanzioni verso la Federazione russa, come emerge dagli organi di stampa, cambia di giorno in giorno.
Tuttavia, le restrizioni riguardano prevalentemente alcune categorie merceologiche, già ricomprese nel Regolamento UE 833/2014 (beni a duplice uso e beni declinati nell'allegato II del regolamento) che con le disposizioni dell'UE degli ultimi giorni sono state ulteriormente implementate. Inoltre, vige il Regolamento (UE) n. 269/2014 concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina.
Per una panoramica di dettaglio delle sanzioni già in vigore prima della attuale crisi si rimanda ad un documento di sintesi dell'Agenzia ICE reperibile al link seguente: NOTA MISURE RESTRITTIVE FR SANZIONI UE febbraio 2021.pdf (ice.it).
Come noto, lo scorso 23 febbraio l'Unione europea ha adottato un pacchetto di ulteriori misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, tra le quali misure di congelamento di fondi e risorse economiche nei confronti di soggetti designati. 
Il testo degli atti normativi adottati, che modificano ed attuano il Regolamento (UE) n. 269/2014, è consultabile al seguente link del sito dell'Unione europea:
Publications Office (europa.eu) (REGOLAMENTO (UE) 2022/259)
Il 25 febbraio l'Unione europea, visto l'aggravarsi della situazione in Ucraina, ha adottato ulteriori misure restrittive, che modificano il Regolamento (UE) n. 833/2014 e ha ampliato l'elenco dei soggetti designati che figura nell'allegato I del Regolamento (UE) n. 269/2014. Il testo degli atti normativi adottati, è consultabile ai seguenti link del sito dell'Unione europea:
Publications Office (europa.eu) (REGOLAMENTO (UE) 2022/328: fare riferimento all'allegato VI per i dettagli sulle merci coinvolte dalle restrizioni)
Publications Office (europa.eu)  (REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2022/332)
Il 26 febbraio l'Unione europea ha adottato ulteriori misure restrittive, che modificano il Regolamento (UE) n. 833/2014, tra le quali il divieto di ogni operazione con la Banca centrale di Russia.
Il testo degli atti normativi adottati, è consultabile al seguente link del sito dell'Unione europea:
Publications Office (europa.eu)  (REGOLAMENTO (UE) 2022/334)
Come previsto dalla normativa dell'Unione, le sanzioni riguardano specifiche categorie merceologiche, il settore finanziario e restrizioni destinate a specifiche persone fisiche e giuridiche e per alcune categorie di beni l'export deve essere autorizzato con specifica autorizzazione rilasciata dall'Autorità competente (MAECI per l'Italia).
Non vi è al momento (nuove sanzioni sono già in cantiere) un divieto generale sull'esportazione, né quindi di rilasciare certificati di origine, ma le imprese devono essere consapevoli che:
- dovranno a monte verificare se i loro beni rientrano nelle categorie soggette a restrizione da parte dell'UE, ma anche da parte della stessa Federazione russa;
- attenzione particolare dovrà essere posta per i beni cosiddetti "a duplice uso"; per eventuali dubbi dovrà essere interpellata l'Autorità nazionale – UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) responsabile anche per il rilascio delle autorizzazioni previste per l’esportazione, il trasferimento, l’intermediazione, l’assistenza tecnica ed il transito dei prodotti a duplice uso e delle autorizzazioni, per il commercio, diretto e indiretto, di prodotti listati per effetto di misure restrittive unionali .
- in caso di dubbio verificare con la suddetta Autorità se i propri prodotti rientrano tra quelli che necessitano di autorizzazione;
- verificare che i beni non siano destinati alle persone fisiche e giuridiche coinvolte dalle sanzioni;
- tenere in considerazione che le misure restrittive a livello finanziario (sempre più rigide) possono generare il blocco dei pagamenti bancari e quindi mettere a rischio il ricevimento dei pagamenti dai clienti.
Aggiornamento del 10 marzo 2022
Con nota del 2 marzo 2022 n. 99410/RU  l'Agenzia delle dogane ha fornito indicazioni sulle misure restrittive nei confronti della Federazione Russa e dell'Ucraina sia all'importazione che all'esportazione. La nota fa riferimento al contenuto della normativa europea di cui sopra e si sofferma anche sulle deroghe alle restrizioni, le cui condizioni devono, in ogni caso, essere dichiarate dall'esportatore nella dichiarazione doganale, attraverso l'utilizzo di specifici codici riportati nelle tabelle presenti nella nota delle Dogane.
Successivamente è stato emanato il Regolamento(UE) 2022/355 del Consiglio del 2 marzo 2022 che modifica il regolamento (CE) n. 765/2006 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Bielorussia, al quale è seguita la nota integrativa n. 105746/RU del 7 marzo 2022 dell'Agenzia che fornisce indicazioni sulle misure restrittive all'importazione e all'esportazione da e verso la Bielorussia e sulle relative deroghe.
Le Dogane hanno dato notizia che tutte le ultime restrizioni disposte verso i Paesi coinvolti sono state integrate nella Banca dati TARIC, dove per ogni voce doganale interessata possono essere verificate le relative informazioni aggiornate.
Nel sottolineare l’importanza del rispetto delle disposizioni dell'Unione, le Dogane precisano che la mancata  applicazione  dei  regolamenti  (UE), concernenti misure restrittive nei confronti di determinati Paesi terzi assoggettati ad embargo commerciale, è sanzionata dall’art. 20 del D.Lgs. 15 dicembre 2017, n. 221, che prevede, per le diverse condotte, la reclusione da un minimo di un anno a un massimo di sei anni, la multa da un minimo di 15.000€ a un massimo di 250.000€, oltre la confisca dei beni oggetto del reato.
Viene, inoltre, raccomandato agli esportatori di consultare puntualmente la banca dati TARIC e di attenersi  alle indicazioni fornite, monitorando costantemente anche il portale ADM nella Sezione dedicata alla crisi russo ucraina per seguire l’aggiornamento delle disposizioni emanate in ragione dell’evolversi della crisi in corso.
Le Dogane precisano, inoltre, che le misure adottate o in corso di adozione per assicurare l’applicazione delle sanzioni emesse potranno portare ad un incremento dei controlli doganali sulle merci provenienti o dirette in particolare verso le zone coinvolte nella crisi.
Alle comunicazioni delle Dogane segue quella dell'Autorità nazionale UAMA n. 6830 del 7 marzo 2022 che dispone con proprio provvedimento la sospensione per un mese di tutte le autorizzazioni in corso di rilascio o già rilasciate per i beni a duplice uso destinati alla Federazione russa e alla Bielorussia. Si realizza, dunque, di fatto lo stop all'export dei beni a duplice uso verso quei Paesi per un mese a partire dal 7 marzo. UAMA si riserva di rivalutare la decisione entro il  periodo di sospensione stabilito.
Alla luce delle comunicazioni sopra richiamate le Camere, nel rilasciare la documentazione per l'esportazione verso i Paesi coinvolti dalle sanzioni, non dovranno operare visti su dichiarazioni che facciano riferimento a deroghe o esclusioni dalle misure restrittive, né sulla destinazione d'uso delle merci, lasciando agli esportatori l'onere delle verifiche - attraverso la banca dati TARIC - sulla esportabilità dei propri prodotti e la responsabilità delle dichiarazioni nei confronti dell'Amministrazione doganale, chiamata a vigilare sul rispetto dei divieti di esportazione.
Ulteriori aggiornamenti
Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha costituito una Unità di crisi a sostegno delle imprese esportatrici verso i Paesi coinvolti dal conflitto e dalle conseguenti sanzioni. 
In questo contesto è stata creata una casella di posta elettronica dedicata, alla quale le imprese possono indirizzare le proprie richieste di informazione. La notizia è al link seguente: Conflitto russo-ucraino: creata alla Farnesina una speciale casella di posta elettronica per le imprese – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Con due regolamenti pubblicati in data 15 marzo 2022 è stato ampliato l'elenco delle persone, entità e organismi soggetti a misure restrittive e quello dei beni che non possono essere esportati verso la Federazione Russa. Sono previste restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie per l’industria della difesa, per la sicurezza e per l’industria energetica; stop anche all’export di beni di lusso.
Tra i beni di alta gamma molti sono quelli che riguardano il Made in Italy; E' dunque utile dare diffusione all'informativa già pubblicata alla pagina seguente del portale WorldPass: WorldPass - Conflitto russo - ucraino: varato il quarto pacchetto di sanzioni UE nei confronti della Federazione russa (camcom.it).
                                        oooooooooooooooooOOOooooooooooooooooo

Il certificato di origine è un documento che attesta l'origine non preferenziale (made in)  delle merci destinate all'esportazione,  cioè attesta il luogo in cui sono state prodotte, estratte  o fabbricate oppure il luogo in cui è stata effettuata l'ultima trasformazione sostanziale in grado di modificare la forma o la destinazione d'uso del prodotto finito.
Non certifica la spedizione né è da considerarsi un documento accompagnatorio della merce; è destinato esclusivamente a provare l’origine delle merci sulla base della documentazione probatoria o delle dichiarazioni rese dall'impresa richiedente.

Ai sensi dell’art. 49 del DPR 445/2000 l’origine  non preferenziale della merce non può essere attestata in altre forme e, pertanto, il certificato di origine non può essere sostituito da altro documento.

Il certificato di origine viene utilizzato, per esigenze doganali e commerciali, nei rapporti tra Unione Europea e i Paesi terzi, quando non c'è un accordo fra i paesi per l'ottenimento di benefici daziari.

Diversamente, se esistono accordi tra le parti, l'origine delle merci, definita in questo caso "preferenziale", viene attestata dalle autorità doganali sulla base di tali accordi.

Chi lo può richiedere e dove

  • l'impresa, lo spedizioniere doganale o il rappresentante fiscale incaricato dall'esportatore presso la Camera di commercio della circoscrizione territoriale competente, in relazione alla sede legale, sede operativa o unità locale
  • le persone fisiche non iscritte nel registro imprese presso la Camera di commercio ove il soggetto ha la propria residenza o sede
  • le persone fisiche non residenti in Italia presso la Camera di commercio dove il soggetto si trova con le merci acquistate in Italia.

Modalità di presentazione 

Le richieste di rilascio di certificati di origine devono obbligatoriamente essere inviate per via telematica tramite la piattaforma Cert'O.

Per predisporre la pratica telematica occorre preventivamente dotarsi di un account Telemaco che si ottiene registrandosi  gratuitamente  sul sito  www.registroimprese.it  tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) .

Entro 24 ore dal completamento della procedura di registrazione, l'utente riceverà una  mail con le credenziali da utilizzare per l'accesso ai servizi telematici. Terminata la fase di registrazione, quando  il profilo per l’accesso all'area utente sul sito www.registroimprese.it è disponibile, sarà necessario procedere con l’alimentazione (anche tramite carta di credito) del proprio borsellino , indispensabile per il pagamento dei diritti di segreteria. 

Per predisporre la pratica telematica di certificato di origine occorrerà accedere all'area utente sul sito www.registroimprese.it ( https://mypage.infocamere.it/group/camerale) e selezionare ALTRE PRATICHE - SERVIZI E-GOV - SPORTELLO CERTIFICAZIONE PER L'ESTERO  

La domanda di rilascio di certificati di origine e gli allegati (fatture, lettere di credito, ecc.) dovranno essere tutti firmati digitalmente dal legale rappresentante dell'impresa.

La trasmissione telematica delle domande di rilascio di certificati di origine può essere delegata ad altro soggetto. A tal fine il delegato dovrà essere incaricato mediante atto redatto sull'apposito modello. La delega, firmata digitalmente, va allegata alla pratica di Conferimento delega che deve essere predisposta con la piattaforma Cert'O accedendo a https://webtelemaco.infocamere.it - servizi e-gov - sportello "Certificazioni per l'estero"( Cert'O)

Istruzioni per la compilazione

I principi generali per il rilascio dei certificati di origine delle merci sono indicati nelle disposizioni emanate dal Ministero dello Sviluppo Economico d'intesa con Unioncamere nazionale (nota ministeriale n. 62321 del 18 marzo 2019 ) e disponibili nella sezione "Allegati e riferimenti utili".

Pezzi di ricambio

Il Regolamento delegato UE 2021/1934 ha modificato il regolamento delegato (UE) 2015/2446. All'art. 35, paragrafo 3, lettera a) è stata stralciata la seguente frasecostituiscono elementi in mancanza dei quali non può essere assicurato il buon funzionamento di un'attrezzatura, una macchina, un apparecchio o un veicolo che è stato immesso in libera pratica o precedentemente esportatoNe consegue che le regole sull'attribuzione dell'origine ai "pezzi di ricambio essenziali" previste al comma 2 dell'art. 35, non sono più applicabili per i beni all'esportazione.

Tuttavia Eurochambres ha aggiornato le proprie linee guida sulle regole di origine non preferenziale, prevedendo che gli accessori, i pezzi di ricambio o gli utensili che devono essere utilizzati insieme a una macchina, apparecchio o veicolo si considerano della stessa origine di tale merce, a condizione che siano con essa esportati e corrispondano, in natura e numero, al normale equipaggiamento della stessa. Per il rilascio del certificato di origine l'impresa  dovrà fornire dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale attesta che i ricambi  venduti con fattura n. ___ del _________ corrispondono, in natura e numero, al normale equipaggiamento del macchinario.

I ricambi essenziali da utilizzare con qualsiasi attrezzatura, macchina, apparecchio o veicolo precedentemente esportato si considerano della stessa origine di tali merci se l'impiego dei pezzi di ricambio essenziali allo stadio della produzione non avrebbe cambiato la loro origine. Nel certificato di origine e nella fattura commerciale deve essere chiaramente indicato che si tratta di pezzi di ricambio essenziali per il bene “XYZ” precedentemente consegnato. Altrimenti si rischia di incorrere nel fermo da parte delle autorità doganali qualora la marcatura/etichettatura sui ricambi differisca dall'origine non preferenziale certificata nel certificato di origine che li accompagna.
In tali casi per il rilascio del certificato di origine devono essere forniti i seguenti documenti:
- copia della fattura relativa all'apparecchiatura, macchina, apparecchio o veicolo precedentemente esportato e del relativo certificato di origine;
- copia del contratto o qualsiasi altro documento (richiesta del cliente estero) che dimostri che la consegna verrà effettuata come parte del normale servizio di manutenzione;
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale l'impresa attesta che la dotazione di ricambi  di cui alla fattura n ___ del ________ è coerente con la manutenzione del bene primario "XYZ" a cui i ricambi stessi sono destinati. 

Stampa in azienda 

A seguito della pubblicazione dell'addendum alle disposizioni per il rilascio dei certificati di origine e dei visti per l'estero "Stampa in azienda"  è la modalità standard di emissione del certificato di origine. Stampa in azienda è la procedura telematica che permette all'impresa di stampare i certificati di origine o i visti su fattura presso la propria sede. La stampa presso la Camera di Commercio del certificato è modalità residuale, attivabile sulla base di espressa e motivata richiesta dell'impresa da inserire in allegato alla pratica telematica. Le istanze di rilascio cartaceo sono processate ed evase terminata la trattazione delle istanze con "stampa in azienda".

Stampa in azienda può essere effettuata sui formulari numerati  da ritirare in Camera di commercio o su foglio bianco. 

Requisiti per l'adesione al servizio

Per aderire al servizio l'impresa deve trovarsi nelle seguenti condizioni:

a) non è incorsa in violazioni gravi o ripetute della normativa doganale e fiscale, compresa l'assenza
di condanne per reati gravi in relazione all'attività economica del richiedente; così come previsto
dall’art. 39 (a) del Regolamento (UE) n° 952/2013;
b) non ha avuto domande di autorizzazione respinte, né sospensioni o revoche di autorizzazioni
esistenti per AEO – Esportatore Autorizzato, a causa di violazioni delle norme doganali negli ultimi
tre anni;

Stampa in azienda su formulario numerato

Modalità di attivazione servizio

Con l'adesione al servizio l'impresa si impegna a rispettare tutte le condizioni previste nel modello e la singola violazione di ciascuno degli impegni 1), 2), 3), 4), 5), 6), 9), 10), 11) costituisce

motivo di revoca immediata dell’abilitazione al servizio di stampa dei certificati di origine
presso l’azienda.

Funzionamento

La richiesta di certificati di origine viene effettuata telematicamente con l'utilizzo della piattaforma Cert'O.  L'impresa, prima della chiusura della pratica,  dovrà indicare nelle annotazioni il numero di formulario su cui stamperà il certificato di origine e scegliere come supporto la  "stampa in  azienda". Completata l'istruttoria della pratica, il sistema invierà in automatico, alla pec dell'impresa, un file, firmato digitalmente, contenente i dati del certificato, il timbro e la firma scansionata dell'operatore camerale che ha istruito la pratica ed il numero unico nazionale (nel formato CXXYZ0000000) . Il file pdf va utilizzato per la stampa sul formulario ufficiale numerato. In fase di stampa  il numero unico nazionale comparirà nel riquadro sottostante al numero di formulario

 In caso di richiesta anche di visto su fattura, tra gli allegati della PEC contenente il file del certificato, comparirà anche il file pdf , con il timbro di deposito e la firma scansionata dell'operatore,  da stampare sul retro della fattura.

Costi

Originale: 5 euro

Copia: 5 euro

E' possibile stampare esclusivamente un esemplare in originale e il numero di copie richieste all’atto dell’istanza di rilascio

Stampa in azienda su foglio bianco

La Camera di commercio delle Marche ha avviato la sperimentazione del servizio “Stampa in azienda su foglio bianco”, dei certificati d'origine e dei visti. 

Tale procedura telematica consente all'impresa di stampare i certificati di origine e visti direttamente presso la propria sede su foglio bianco senza dover provvedere al ritiro dei formulari prestampati forniti dall’Ente camerale.

Modalità di attivazione servizio 

  • invio del modulo di adesione, compilato e firmato digitalmente da un legale rappresentante, a cciaa@pec.marche.camcom.it che prevede la sottoscrizione di uno specifico impegno
  • attivazione del servizio da parte della Camera di commercio

Come per la stampa in azienda su formulari ufficiali, la Camera di commercio può sospendere l’impresa dal ricorso a tale procedura al venir meno delle dichiarazioni e degli impegni sottoscritti nel modulo di adesione. 

Funzionamento

La modalità di richiesta del certificato di origine resta invariata:   pratica telematica con utilizzo piattaforma Cert'O. La scelta si manifesta al momento della chiusura della pratica, alla voce "supporto", attraverso l'apposizione del flag su "foglio bianco", anziché su "formulario".

Le aziende, alla chiusura della pratica, riceveranno tramite PEC il file in formato pdf (un originale e una copia) dalle caratteristiche standard del Certificato d'Origine timbrato e firmato digitalmente dal funzionario che ha provveduto al rilascio pronto per la stampa su un foglio bianco.

I Certificati di Origine emessi riportano in alto a destra il numero unico nazionale (nel formato CXXYZ0000000)

Requisiti tecnici 

  • stampante a colori 
  • utilizzo carta  formato A4 - 210 - 297 mm ( è consentita una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più in lunghezza); collata bianca per scritture con peso minimo di 64 g/m2;
  • esecuzione della stampa a colori nel rispetto del layout del certificato definito dalle linee guida Eurochambres e riconosciuto quale standard europeo.

Vantaggi per l’impresa

L'impresa potrà stampare i Certificati di Origine direttamente presso la propria sede aziendale, su foglio bianco, con i seguenti vantaggi:

  • non dovrà più recarsi presso la sede della Camera per ritirare i formulari prestampati e potrà stampare facilmente su qualsiasi device, non dovrà tenere il registro, conservare o restituire le copie residue o errate;
  • il sistema di richiesta dei certificati d'origine non cambia (pratica telematica con utilizzo piattaforma Cert'O).
  • in caso di stampa errata o rottura del foglio, si può effettuare una nuova stampa in autonomia senza bisogno di attendere i nuovi file dall'ufficio o dover comunicare il nuovo numero di formulario.

Costi

La modalità di rilascio prevista per la stampa in azienda su foglio bianco comporta che per ogni certificato richiesto venga emessa in automatico anche una copia con i relativi diritti di segreteria di € 10 a carico dell'utente (€ 5 per il certificato e € 5 per la copia).

Il sistema invierà un file pdf con l’ORIGINALE e la COPIA del certificato di origine. Quest'ultima potrà essere utilizzato per la stampa di tutte le copie necessarie, senza ulteriori costi addebitati. Non è quindi necessario inserire su Cert'O il numero di copie richieste.

Responsabilità dell’impresa

  • l'impresa deve verificare preventivamente l'accettazione del Certificato di Origine stampato in Azienda su foglio bianco nei rapporti con le Autorità doganali e i clienti esteri.
  • verificare che sui Certificati sia avvenuta correttamente la stampa dei QR Code che permettono la tracciabilità dei Certificati sulle relative banche dati nazionali e internazionali
  • non inserire nel modulo e nel Certificato di Origine informazioni ulteriori e/o diverse rispetto a quelle validate dalla Camera di commercio

Banche dati per la verifica dei certificati d'origine

Banca Dati Nazionale dei Certificati di Origine ( stampa su formulario e foglio bianco)

L'autenticità dei certificati di origine emessi può essere verificata sulla Banca dati Nazionale. Chiunque sia in possesso del certificato (banche, dogane e clienti esteri) ha la possibilità di confrontare i dati in esso riportati con quelli estraibili dalla Banca Dati Nazionale:

  • online: collegandosi al sito https://co.camcom.infocamere.it/ inserendo il numero del certificato o il numero unico nazionale (nel formato CXXYZ0000000) e il codice di sicurezza (codice alfanumerico generato in automatico dal sistema centrale stampato in basso a sinistra, sotto il codice a barre, accanto al link del sito per la verifica)
  • da cellulare: inquadrando il QR- code in basso a sinistra con l'apposita App o con la fotocamera. Sarà proposto il link di accesso al certificato di origine, cliccato il quale  verrà aperta la pagina di dettaglio contenente i tutti i dati del certificato

Network internazionale ICC/WCF ( stampa su formulario)

La Camera di Commercio delle Marche, allo scopo di agevolare il percorso di  digitalizzazione del processo di rilascio e riconoscimento dei Certificati di origine a livello internazionale, è stata accreditata al Network internazionale ICC/WCF per la certificazione di origine.

I certificati di origine stampati sui formulari rilasciati da questa Camera  riportano pertanto l'apposito logo circolare. 

Logo_WordChambersFederation.jpg

Tale accreditamento consente la verifica di tutti i certificati emessi sul sito http://certificates.iccwbo.org/ selezionando la Camera di Commercio emittente, indicando il nr. di certificato (nr. di serie senza barra ) e la data di rilascio.

Allegati e riferimenti utili

 

Azioni sul documento

pubblicato il 02/07/2020 ultima modifica 13/05/2022