Procedure per cancellazione, riabilitazione e avvenuto pagamento

Ai sensi della legge 235/2000, il debitore che esegua il pagamento di una cambiale tratta o di un vaglia cambiario, nel termine di 12 mesi dalla levata del protesto, può chiedere la cancellazione definitiva dal Registro dei dati relativi al protesto, presentando formale domanda in bollo, corredata dalla documentazione richiesta. Tale procedura non è utilizzabile per gli assegni per cui occorre ottenere preventivamente la riabilitazione in Tribunale.

Analoga richiesta può essere presentata da chiunque dimostri di essere stato protestato illegittimamente o erroneamente, nonché dagli stessi pubblici ufficiali abilitati, quando la levata del protesto sia stata illegittima o erronea, o a seguito di riabilitazione concessa dal tribunale.

Verificata la sussistenza dei requisiti richiesti, la cancellazione è disposta entro 20 giorni dalla data di presentazione della domanda ed eseguita entro cinque giorni dall'emissione del provvedimento.

Qualora l'istanza venga rigettata, l'interessato può ricorrere al giudice di pace del luogo in cui lo stesso risiede.

Il debitore che esegue il pagamento di una cambiale tratta o di un vaglia cambiario oltre il termine di un anno dalla effettuazione del protesto, può chiederne, con domanda analoga a quella di cui sopra, l'annotazione nel Registro Protesti.

Cancellazione a seguito dell'avvenuto pagamento entro 12 mesi dalla levata del protesto


La pubblicazione di protesto relativo a pagherò o tratta accettata (non ad assegni) può essere cancellata se il titolo viene pagato entro 12 mesi dalla data di protesto.

La domanda, da compilarsi tramite l'apposito modello, deve essere corredata:

  • dalla fotocopia del documento di identità o di riconoscimento in corso di validità dell'istante;
  • dai titoli in originale, muniti di atto di protesto e quietanzati. La quietanza deve presentare la scritta 'pagato', l'indicazione della data di pagamento e la firma di chi riceve il pagamento. Se il creditore è una persona giuridica sulla quietanza andrà apposto anche il timbro dell'impresa, società o associazione. La quietanza va apposta direttamente sul retro della cambiale o dell'atto di protesto, ovvero redatta in atto a parte, in regola con le norme sull'imposta di bollo, contenente tutti gli elementi utili ad identificare il titolo (generalità del debitore e codice fiscale dello stesso, importo, data di protesto, numero di repertorio, si veda fac-simile). Deve essere prodotta anche copia di un documento di riconoscimento di chi rilascia quietanza.
    In luogo del titolo quietanzato, può essere prodotto il certificato di un'azienda di credito attestante il deposito vincolato al portatore dell'importo del titolo, unitamente agli interessi maturati ed alle spese per il protesto. Tale certificato deve contenere tutti gli elementi utili ad identificare il titolo, come sopra specificati, nonché il dettaglio della somma vincolata: importo del titolo, quota di interessi e spese di protesto (si veda fac-simile). Il richiedente dovrà allegare alla domanda di cancellazione, unitamente all'attestazione della banca, la dichiarazione di avvenuto protesto rilasciata dall'ufficiale levatore, ovvero copia dei titoli e degli atti di protesto.

Cancellazione del protesto levato illegittimamente o erroneamente


Chiunque dimostri, con la presentazione di idonea documentazione, che il protesto è erroneo o illegittimo può chiedere la cancellazione della pubblicazione del protesto relativo a cambiali o assegni.

La Camera ha poteri decisionali limitati alle sole ipotesi di erroneità o illegittimità formale della levata del protesto. Deve quindi trattarsi di errori materiali immediatamente evidenziabili. Eventuali problematiche che sono all'origine del protesto andranno sollevate in sede giudiziaria.

La domanda, da compilarsi tramite il modello disponibile alla voce modulistica, deve essere corredata :

  • dalla fotocopia del documento di identità o di riconoscimento in corso di validità dell'istante;
  • dalla documentazione comprovante l'illegittimità o erroneità della levata del protesto.

Annotazione dell'avvenuto pagamento


Il debitore può chiedere l'annotazione del pagamento effettuato decorso un anno dalla levata del protesto.

La domanda, da compilarsi tramite l'apposito modello, deve essere corredata :

  • dai titoli in originale, quietanzati. La quietanza deve presentare la scritta 'pagato', l'indicazione della data di pagamento e la firma di chi riceve il pagamento. Se il creditore è una persona giuridica sulla quietanza andrà apposto anche il timbro dell'impresa, società o associazione. La quietanza va apposta direttamente sul retro della cambiale o dell'atto di protesto, ovvero redatta in atto a parte, in regola con le norme sull'imposta di bollo, contenente tutti gli elementi utili ad identificare il titolo (generalità del debitore e codice fiscale dello stesso, importo, data di protesto, numero di repertorio). Deve essere prodotta anche copia di un documento di riconoscimento di chi rilascia quietanza.
    In luogo del titolo quietanzato, può essere prodotto il certificato di un'azienda di credito attestante il deposito vincolato al portatore dell'importo del titolo, unitamente agli interessi maturati ed alle spese per il protesto (si veda fac-simile). Tale certificato deve contenere tutti gli elementi utili ad identificare il titolo, come sopra specificati.
  • Per gli assegni, per i quali non è possibile procedere alla cancellazione per avvenuto pagamento, la richiesta di annotazione può essere presentata in qualsiasi momento.

Cancellazione a seguito di riabilitazione

La riabilitazione viene accordata con decreto del Presidente del Tribunale, su domanda dell'interessato corredata dei documenti giustificativi.

Ha diritto ad ottenere la riabilitazione colui che, trascorso un anno dall’ultimo protesto, abbia adempiuto alle obbligazioni (pagamento) per le quali i protesti sono stati levati. La competenza è del Tribunale del luogo di residenza dell’interessato.

Il debitore riabilitato ha diritto di ottenere la cancellazione definitiva dei dati relativi al protesto dal Registro Informatico; a tal scopo deve presentare - dopo aver richiesto ed ottenuto il decreto di riabilitazione dal Tribunale - apposita istanza.

La domanda, da compilarsi tramite l'apposito modello, deve essere corredata :

  • dalla fotocopia del documento di identità o di riconoscimento in corso di validità dell'istante;
  • dalla copia del decreto di riabilitazione.

Costi

Diritti di segreteria : 8 euro per ogni protesto di cui si chiede la cancellazione o l'annotazione di pagamento
Il pagamento può essere effettuato in una delle seguenti modalità:

  • agli sportelli della Camera di Commercio in contanti o bancomat
  • tramite procedura PagoPa . In tal caso, prima della presentazione dell'istanza è necessario richiedere l'avviso di pagamento mediante la compilazione di apposito form all'interno del sito camerale

Allegati e riferimenti utili

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Normativa di riferimento

Legge 12 febbraio 1955, n. 77 - Pubblicazione degli elenchi dei protesti cambiari

Legge 7 marzo 1996, n. 108 (Art. 17) - Disposizioni in materia di usura

DM 9 agosto 2000, n. 316 - Regolamento recante le modalità di attuazione del registro informatico dei protesti, a norma dell'art. 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480.

Istruzioni operative

Azioni sul documento

pubblicato il 2020/07/02 15:25:00 GMT+2 ultima modifica 2020-08-07T12:08:31+02:00