Niente del genere: i dati sulle imprese e l'occupazione femminili nelle Marche

5 marzo 2021: incontro online con la stampa con ospiti imprenditrici intraprendenti che hanno saputo aggiustare la rotta

Lo scorso 5 marzo non abbiamo festeggiato l'8 marzo ma presentato in una conversazione on line con la stampa i dati sulla consistenza delle imprese marchigiane classificate come femminili , i numeri dell'occupazione delle donne, storie di imprese dalla voce delle protagoniste delle medesime.
Racconti esemplari di chi ha interpretato virtuosamente il cambiamento sotto il titolo Niente del genere, perché più che di donne si è parlato di persone intraprendenti che hanno saputo aggiustare la rotta.

I dati sulla consistenza delle imprese a titolarità femminile

Dati elaborati da Camera Marche su fonte Infocamere

Le imprese delle donne nella nostra regione sono 34.268, la quota delle imprese a titolarità femminile sul totale è del 23,5%, in diminuzione negli ultimi cinque anni anche rispetto al sistema Italia. Le imprese femminili nella nostra regine si concentrano soprattutto nelle altre attività di servizi tra cui si collocano anche i servizi alla persona (sul totale di queste imprese oltre la metà sono a titolarità femminile), nell'alloggio e ristorazione (il 31% delle imprese dell'accoglienza marchigiane sono classificate come femminili), servizi alle imprese e agricoltura, attività assicurative, artistiche e commercio.

In tutte le province marchigiane la quota di imprese femminili sul totale è superiore alla quota nazionale, salvo Pesaro. Guarda la tabella (pdf 57 kb)

Guardando ai numeri assoluti le imprese femminili attive scendono in tutte le province (salvo che in provincia di Ascoli Piceno) e questo rispecchia andamento delle imprese attive in generale. Nonostante la perdita di imprese attive anno su anno, in alcuni settori le imprese sono cresciute in valore assoluto: 45 imprese in più nelle attività immobiliari, 33 nei servizi di supporto alle imprese.

Il commento del Presidente Gino Sabatini

La complessità, si dice, è questione femminile e sicuramente un sistema complesso è quello rappresentato dall'emergenza Coronavirus: ha implicazioni sulla salute, sull'economia, sulle relazioni sociali, sulle abitudini, sul costume, sui sentimenti.

Come in altri ambiti l'emergenza sanitaria ha evidenziato un problema italiano che preesiste all'epidemia: la necessità di supporti alle donne lavoratrici e imprenditrici che, già in equilibrio in condizioni normali tra gestione aziendale e familiare, ora devono fare i conti con le scuole chiuse.

Le imprese si sono organizzate in autonomia anche con soluzioni di asili aziendali anche improvvisati ma servono disposizioni nazionali, ufficiali, omogenee e concertate. Le donne le prime a risentire dei disagi che la situazione di restrizione e contenimento del contagio comporta: non solo minori a casa ma anche gli anziani in isolamento di cui prendersi cura. Gli asili privati, le ludoteche, i centri per l'infanzia (che stanno pesantemente risentendo, come moltissime altre attività d'impresa, dello stallo in atto) sono nelle Marche un pronto soccorso di accudimento fondamentale per le famiglie del territorio: e sono nell'oltre 80% dei casi gestiti da donne.

Come Camera Marche stiamo cercando, per questi come per altri comparti (il turismo in primis, la ristorazione ma anche la manifattura), di trovare, insieme alle istituzioni regionali, nazionali e dentro il sistema camerale, linee di intervento e misure a partire dal credito, per fare fronte alla situazione di eccezionale difficoltà.

Quindi in prima battuta il mio ringraziamento e il mio augurio va alle lavoratrici - le dipendenti di Camera Marche, le imprenditrici marchigiane, il corpo docente, sanitario e paramedico - per lo sforzo che stanno compiendo nel quotidiano, semplificando la vita a famiglie e organizzazioni di appartenenza. Al loro lavoro inesausto e silenzioso, al coraggio (che altro è dalla temerarietà) si deve il mantenimento di quel po' di normalità che la situazione consente. Ma servono ora provvedimenti dall'alto.

I dati sull'occupazione femminile

Scarica la presentazione “Donne e lavoro nelle Marche” (PDF 5,4 mb)

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Le donne d’impresa protagoniste dell’incontro

L'EMPATIA DELLA TECNOLOGIA - Vanna Menco

Amministratrice di Prosilas di Civitanova Marche (MC) impresa pioniera in Europa nel campo dell’additive manufacturing e specialista della sinterizzazione laser SLS,. Prosilas fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 si è messa al servizio del sistema sanitario nazionale, per produrre parti di ricambi per i dispositivi che vengono utilizzati nelle terapie intensive, dai ventilatori agli adattatori. Nel 2019 ha realizzato lo stent che ha consentito a un piccolo paziente del Bambin Gesù di tornare a respirare.

PIOVE SUL BAGNATO - Daniela Barbaresi

Consigliera di Camera Marche in rappresentanza del settore sindacale e Segretaria Generale di CGIL Marche. Ha dato la misura della disuguaglianza di genere che si è evidenziata in pandemia.

IL GENIO IN BOTTIGLIA - Angela Piotti Velenosi

Fondatrice e anima della Velenosi di Ascoli Piceno, Azienda Vitivinicola dalla produzione di 2 milioni e mezzo di bottiglie esportate in 52 Paesi. In pandemia non potendo più fare conto sul Gusto ha dovuto riempire di altri sensi la narrazione dei prodotti, comunicando col vino tutto il territorio che lo produce. Scommessa vinta.

IL SORRISO ACCESSORIO - Doriana Marini

Consigliera di Camera Marche e amministratrice di Dienpi che a San Benedetto (AP) realizza accessori, dota articoli di moda della luccicanza di ricami e paillettes che fanno la differenza e piacciono non solo alle ra/gazze. In era COVID ha inventato mascherine trasparenti con tutti i crismi amministrativi e sanitari per agevolare la lettura del labiale alle persone sorde e far tornare a sorridere tutte quelle mascherate in genere.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO – Marta Mattioni

“Non vai pazza per New York in autunno? Mi fa venire voglia di comprare quaderni e matite. Ti manderei un bouquet di matite ben temperate se sapessi il tuo nome e indirizzo. ” diceva Tom Hanks in "C'è Posta per te". In pandemia non si va a New York, non si va a scuola nè in ufficio ma Marta Mattioni, unica donna della Giunta di Camera Marche e titolare di Incall (Jesi, AN), ha portato comunque la cancelleria nella grande distribuzione con packaging compostabili e riutiizzabili come porta mascherine, e si è inventata colori per ingannare il tempo e misuratori di divertimento in lockdown.

AI CONFINI DELLA REALTÀ – Simona Lisi

È lì che da sempre e da un anno a questa parte in particolare stanno gli artisti e i professionisti dello spettacolo, il comparto più duramente colpito dalle chiusure imposte dall'emergenza. Simona Lisi di Ancona, attrice, danzatrice, ideatrice di format culturali ha scoperto in lockdown il valore della rete e del farla, pur restando in contatto col corpo. Il suo festival Cinematica si è spostato on line e il 14 marzo il suo ultimo lavoro , già realizzato in presenza un anno fa e a luglio, viene proposto su web. E' dedicato a una donna che fu intraprendente, diresse un'abbazia come un'azienda, le cantò al Barbarossa e litigò con Bernardo da Chiaravalle. Musicista ed erborista, si chiamava Hildegarda e veniva da Bingen in Germania. È nata alla fine dell'anno Mille e oggi è santa e dottore della Chiesa.